|
"È difficile immaginare un ostacolo più grande
di quello rappresentato dal commercio sessuale di bambini nel cammino verso
la realizzazione dei diritti umani. Eppure la tratta dei bambini è solo un
elemento del problema ancor più diffuso e profondamente radicato degli abusi
sessuali. Milioni di bambini in tutto il mondo sono sfruttati per il sesso a
pagamento. Comprati e venduti come un qualsiasi bene, fatti oggetto di
commercio all'interno e al di fuori dei confini nazionali, gettati in
situazioni quali i matrimoni forzati, la prostituzione e la pornografia
infantile. Molti di loro subiscono danni profondi e talvolta permanenti. Il
normale sviluppo fisico ed emotivo viene compromesso, come pure l'autostima
e la fiducia. Alla stragrande maggioranza viene anche negato il diritto
all'istruzione come pure il minimo momento di divertimento e gioco",
con queste parole il Direttore dell'UNICEF Carol Bellamy ha lanciato il
Rapporto sullo sfruttamento sessuale dei bambini" pochi giorni prima
dall'apertura del secondo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale
dei bambini, che si svolgerà a Yokohama tra il 17 e il 20 dicembre,
organizzato dal governo del Giappone, UNICEF, ECPAT International e il
Comitato Ong (per la Convenzione) sui diritti dell'infanzia.
"In tutto il mondo si va generalizzando la
consapevolezza che questi affronti ai diritti dei bambini sono assolutamente
intollerabili- ha
proseguito Bellamy - "Tolleranza
zero significa mettere fine alla tratta dei bambini, alla loro vendita,
imprigionamento e tortura. Significa eliminare ogni orribile aspetto dello
sfruttamento sessuale commerciale dei bambini. Secondo la Convenzione sui
diritti dell'infanzia del 1989, ratificata da 191 paesi, i bambini hanno il
diritto di essere protetti da ogni forma di sfruttamento sessuale e di
abuso. Ora - in vista del congresso di Yokohama - spetta a tutti noi -
governi, organi legislativi, organizzazioni internazionali e società civile
a tutti livelli - fare in modo che si accordi all'eliminazione dello
sfruttamento sessuale e degli abusi la stessa massima priorità, cui facciano
seguito azioni nazionali adeguate. I bambini del mondo non meritano nulla di
meno".
Il commercio sessuale è un'industria da molti miliardi
di dollari, fondata sull'avidità e che prospera a scapito delle persone più
deboli. Con freddezza e calcolo si punta ai bambini per la loro facilità di
scambio e il loro valore monetario. In molti paesi, l'industria del sesso
alimenta l'espansione dell'industria turistica ed è una consistente fonte di
guadagni in valuta estera. Uno studio sull'economia illegale in Thailandia,
per esempio, ha rivelato che dal 1993 al 1995 la prostituzione ha
rappresentato dal 10 al 14% del prodotto interno lordo (PIL). Si calcola che
un terzo delle donne thailandesi coinvolte nella prostituzione siano
minorenni.
Lo sfruttamento sessuale a scopo di lucro dei bambini assume molte forme e
ha molte facce. I bambini sono obbligati alla schiavitù da una catena di
persone, ognuna delle quali trae un qualche profitto da questa attività.
Questa catena, che lega il bambino all'uomo che ne abusa, il quale talvolta
vive a migliaia di chilometri di distanza, può essere lunga e passa per
intermediari quali gli adescatori, i trasportatori, i proprietari di
bordelli e i ruffiani.
Il Rapporto dell'UNICEF, che è anche un tributo al coraggio di molti bambini
che sono stati colpiti da questo commercio disumano, riporta le commoventi
parole dei bambini stessi insieme con le opinioni appassionate e competenti
di personalità illustri e autorità. Nel Rapporto vengono anche descritte le
nuove misure legislative che stanno contribuendo a proteggere i bambini,
come pure il coraggio e la dedizione di coloro che lavorano in prima linea
per arrestare questa forma di violenza contro i bambini.
Ciò che emerge dal Rapporto è il senso della complessità e dell'ampiezza del
problema e i vari fattori che alimentano sia la domanda che l'offerta di
bambini. Il fatto di aver subito abusi sessuali innalza il rischio che un
bambino venga trascinato nel commercio sessuale; la povertà, la
discriminazione sessuale, i problemi familiari, i conflitti e l'instabilità
politica creano situazioni in cui i bambini, e le bambine in particolar
modo, divengono facilmente delle vittime.
The quiet atmosphere of
the exotic Siam
Enjoy you holiday
in Krabi in the exotic Thailand, in a magic tropical garden with
european management.

Emerge anche una conclusione incontrovertibile: l'istruzione è fondamentale.
Essa dà ai bambini le capacità necessarie per proteggersi dagli abusi nonché
le conoscenze utili per cambiare e migliorare le loro vite. In senso più
ampio, l'istruzione è la chiave per eliminare gli abusi sessuali e lo
sfruttamento dei bambini. Le scuole devono educare i bambini a riconoscere
ed evitare le situazioni ad alto rischio. Inoltre, le società devono essere
disposte a riconoscere e prendere iniziative contro lo sfruttamento dei loro
bambini. Passi avanti sono stati compiuti in Albania, nella Repubblica
Dominicana, in Kenya, in Cambogia.
L'istruzione e una maggiore presa di coscienza fanno emergere la realtà
degli abusi sessuali e dello sfruttamento dei bambini. Le forze che
perpetuano gli abusi sessuali e lo sfruttamento dei bambini sono molte e
potenti: il crimine organizzato, la povertà e la disgregazione sociale,
l'avidità, le tradizioni e le credenze, la vergogna, la negazione e la
crescita del mercato della droga.
Sfruttamento sessuale a scopo
di lucro- Fatti e cifre
Dal momento che lo sfruttamento sessuale dei bambini a
scopo di lucro è in gran parte nascosto, è spesso difficile raccogliere dati
precisi. Inoltre, la definizione della prostituzione infantile e dello
sfruttamento sessuale varia a seconda degli studi. Alcune stime includono
bambini di strada che possono vendere sesso se qualcuno gli fa un'offerta,
altre includono solo bambini che lavorano in bordelli o saloni di massaggio,
dove molti sono tenuti in uno stato che non ha niente di diverso dalla
schiavitù. Anche se incompleti, i dati evidenziano un problema complesso.
Non ci sono cifre adeguatamente documentate sul numero di bambini che sono
sfruttati sessualmente a scopo commerciale. La natura clandestina
dell'industria internazionale del sesso ha reso impossibile andare oltre le
stime approssimative, ma l'UNICEF valuta che circa un milione di bambini
ogni anno viene introdotto nel commercio sessuale.
- In Thailandia si ritiene che un numero oscillante fra
il 40 e il 70% delle prostitute sia costituito da minorenni. È noto che
bambine appena undicenni lavorano come prostitute nei bordelli e che bambini
provenienti da istituti, alcuni fra i 10 e i 12 anni, sono stati utilizzati
per girare film pornografici.
- In un sondaggio condotto dalla Vigilanza sui diritti umani (Human
Rights Vigilance) su 6.110 persone intervistate, coinvolte nella
prostituzione in undici province ha riscontrato che il 31% degli
intervistati erano bambine e bambini fra i 12 e i 17 anni.
- Il vincolo del debito è spesso il modo in cui le ragazze vengono forzate
alla prostituzione in molti paesi asiatici, fra cui India, Myanmar,
Nepal, Pakistan e Thailandia. Le ragazze devono lavorare per restituire
il denaro preso in prestito dai genitori o da un tutore e non possono
smettere di prostituirsi finché il debito non sia stato completamente
estinto.
- In Thailandia si stima che una cifra intorno ai 300 milioni di
dollari venga trasferita ogni anno dalle città alle aree rurali da donne che
si prostituiscono.
Abusi sessuali - un
segreto vergognoso
Gli abusi sessuali sono la forma di violenza sui
bambini più nascosta e meno denunciata. E i bambini che hanno subito abusi
sessuali sono a più alto rischio di essere trascinati nel commercio
sessuale.
I bambini che hanno subito abusi sono un bersaglio privilegiato per gli
sfruttatori. Uno studio del 1999 finanziato dall'UNICEF sullo sfruttamento
sessuale ha rilevato che l'83% dei ragazzi e quasi il
79% delle ragazze intervistati ha dichiarato di aver subito abusi sessuali
prima dei 12 anni. Sul totale della popolazione studiata, il 48% era stato
coinvolto nell'attività sessuale commerciale a circa 12 anni o anche prima.
Quasi il 60% del campione ha detto di bere alcol e fumare crack
giornalmente. Quasi il 55% ha dichiarato di fare uso giornaliero di
marijuana, il 53% di farmaci e circa il 20% di sniffare.
La maggior parte degli abusi sessuali sui bambini non arriva mai
all'attenzione delle autorità governative. L'imposizione di mantenere il
segreto e il forte senso di vergogna possono impedire che i bambini e
gli adulti al corrente degli abusi cerchino aiuto.
E i ragazzi?
Se ne parla raramente, ma anche i maschi sono esposti
allo sfruttamento sessuale a fini commerciali. Anche se sono principalmente
le bambine a essere sfruttate in locali organizzati, bordelli o case, i
ragazzi passano il tempo da soli o in piccoli gruppi e vengono adescati
nelle strade, nei parchi, nelle piazze e sulle spiagge.
Se l'abuso è stato commesso da una donna, il bambino può non denunciarlo
perché in molte culture le esperienze sessuali sono un modo per dimostrare
la propria virilità. Gli ideali di mascolinità vogliono che nessun uomo
opponga mai resistenza a un rapporto. Il ragazzo può non ammettere, perfino
con se stesso, di essere stato violentato. Se l'abuso è commesso da un
maschio, un ragazzo potrebbe temere di essere ritenuto omosessuale, un
argomento tabù in molte culture.
L'impatto dei conflitti armati sullo
sfruttamento sessuale dei bambini
I conflitti armati sono orribili per tutti, ma per le
donne e i bambini possono portare ulteriori rischi di violenza sessuale e di
sfruttamento, con stupri, torture, mutilazioni e schiavitù sessuale.
In Thailandia l'industria del sesso interna si è significativamente
espansa dopo gli anni '50 anche a causa dell'afflusso di militari USA che si
recavano nel paese per riposarsi e rilassarsi durante le guerre di Corea e
del Vietnam.
|

Child protection is among our highest
priorities in the region. When they are given the best start in life,
children grow up to be healthy and well-adjusted, both intellectually and
socially.
The big picture

This map does not reflect a position by
UNICEF on the legal status of any country or territory or the delimitation
of any frontiers.
Thailand is a country in transition changing from an agricultural to an
industrial-based economy. Large disparities in socio-economic welfare remain,
caused by disparities in the distribution of wealth, environmental
degradation and the effects of urbanization.
The accessibility of basic services for the majority of the population is
very good. Immunization coverage has been maintained at 95 per cent for the
past five years. The infant mortality rate is low at 26 per 1,000 live
births, while under-five mortality due to acute respiratory infections and
measles has been reduced by 31 and 95 per cent, respectively, in the past
decade.
The quiet atmosphere of
the exotic Siam
Enjoy you holiday
in Krabi in the exotic Thailand, in a magic tropical garden with
european management.

Moderate/severe malnutrition is below one per cent and the incidence of
low birth weight is 8.5 per cent, using Thai growth standards. Iodized salt
reaches 93 per cent of the population and iodine deficiency disorders (IDD)
have been virtually eliminated. There is almost universal access to safe
drinking water and excreta disposal. Gross enrolment in 1998 was 91 per
cent, and 93 per cent of children continue their education until end of
grade six. These achievements have helped to assure the survival and basic
development of children.
There is growing concern, however, about 9 million children in the second
decade of life, increasing numbers of who are at risk and in need of special
protection. Estimates of the number of children engaged in prostitution vary
from 60,000 to 200,000. A government estimate reveals that five per cent of
child prostitutes were found to be boys. Although child labour has
reportedly declined from about 2.6 million in 1992, it is estimated that
about 1 million children were still engaged as child workers in the first
quarter of 1999.
In Thailand, mother-to-child transmission of HIV/AIDS already infected
30,000 children, resulting 7,500 AIDS cases in children, and increased
overall mortality rates among children 0 to four years of age in some areas. The
prevalence of HIV infection among the 900,000 women who become pregnant each
year is one to two per cent. Approximately 13,000 children are born at risk
for mother-to-child transmission annually. Without interventions, 4,000
children would become infected each year, about one seventh of all new
infections.
UNICEF priorities
In 1998, Thailand became the first resource-limited country to implement
a national programme for preventing mother-to-child transmission of HIV/AIDS
(PMTCT). In addition to preventing HIV within the family by building the
attitudes and skills of women on communication and condom promotion, since
2000, all Ministry of Public Health hospitals in Thailand are providing
services to prevent mother-to-child transmission. All pregnant women are
offered voluntary counseling and testing for HIV, free of charge.
Those who are HIV positive, are offered ZDV prophylaxis to prevent
transmission of HIV from mother to child and formula feeding for infants
free of charge. For the year 2002, it was reported from 863 hospitals in 76
provinces, that 96 per cent of pregnant women delivering in hospitals
(543,652 deliveries) were tested for HIV and that 76 per cent of
HIV-positive mothers received ZDV, while 95 per cent of infants born to
HIV-positive mothers received ZDV). Thailand's PMTCT programme is estimated
to reduce the average risk for mother-to-child transmission from 30 per cent
to less than 10 per cent, preventing 2,500 infant infections each year.
Thailand has also expanded the PMTCT program to cover care of HIV-positive
mother’s family.
The quiet atmosphere of
the exotic Siam
Enjoy you holiday
in Krabi in the exotic Thailand, in a magic tropical garden with
european management.

Child protection:
Sexual abuse and exploitation, and trafficking for this purpose, is one
of the major problem in the country. There are many children living or
working in the streets or in situations of exploitative labour detrimental
to their development. While the number of mine victims is decreasing,
children and parents with disabilities from mines and other causes still
lack access to rehabilitation and socio-economic integration progammes, and
many children with disabilities do not go to school.
UNICEF works with the government to enable social and legal systems to
undertake effective preventive and rehabilitative measures for children at
risk and in need of special protection
What is Child Protection?
UNICEF believes that the protection of children is crucial to their
survival, health, and well-being. Unfortunately, millions of children are
exploited, millions are abused, millions are victims of violence. Every day,
they are bought and sold, imported and exported like consumable things.
Children are forced to be soldiers, prostitutes, sweatshop workers, servants.
Abuse, exploitation and violence – disgraceful as they are – usually
occur in private. They are often elements in organized crime and corruption.
Only time reveals the consequences: children uneducated, unhealthy and
impoverished.
UNICEF believes that everyone has a responsibility to see that children
are safe. We work with individuals, civic groups, governments and the
private sector to help create protective environments for them. Healthy,
nurturing surroundings allow children to resist abuse and avoid exploitation.
Caring environments fortify children against harm in the same way that
proper nutrition and good health care fortify them against disease.
Young people like you can break the silence around HIV/AIDS and overcome
the barriers to effective prevention and care. If you are committed, and
have the support, you have the power to be the changing force that brings
about public awareness and educates your community about the virus and how
to prevent it.
First - arm yourself with the facts. You have the right to know the 10
fundamental facts about HIV/AIDS, including how to stay safe, how HIV
enters the body and how to get tested. Check it out even if you’re sure you
know a lot about the disease.
Curious about how your HIV/AIDS knowledge ranks? Then test it on the
Awareness quiz.
It’s aimed to get you thinking about HIV/AIDS and how it affects your
community.
Second - spread the word. Every day is a good day to take action and be a
force for change! World AIDS Day is observed around the globe with events
and news to highlight progress being made against the disease and to remind
people how much still needs to be done. It can be a great day to start your
activity and create new HIV/AIDS awareness and prevention programmes.
Do it now!
The quiet atmosphere of
the exotic Siam
Enjoy you holiday
in Krabi in the exotic Thailand, in a magic tropical garden with
european management.

As a young person, and a member of the generation with the highest rate
of new HIV infections, there are many actions you can take to help stop the
spread of HIV.
- Take action – put some of our suggestions to work in your community
and take a look at
starting your own media campaign.
- Join in an electronic discussion -- express yourself and respond to
what others have said on the VOY
discussion forum on HIV/AIDS.
You have a responsibility and can be a powerful force for change!
Real lives
The
Sangha Metta monks demonstrate compassion in action in assisting orphans
When Luang Pi Daeng, a little boy in Sisaket Province of north-east Thailand,
lost his mother and found himself alone in the world, he did what many
destitute Thais do. He sought shelter at Wat Hua Rin, a Buddhist temple in
his region.
 |