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    IL Buddismo -  Traccia storica e culturale

Come per il Cristianesimo e l'Islam, il Buddismo nato come una grande eresia del Brahmanesimo, si è poi sviluppato come religione universale del riscatto dal dolore e della salvezza, nel periodo di tempo che ha visto sorgere, affermarsi e quindi decadere quel sistema sociale basato sulla schiavitù, tra il sec. VII a.C. e l'VI d.C.

Oggi è di fatto la quarta comunità religiosa mondiale dopo il Cristianesimo, l'Islam e l'Induismo.
Esso conta almeno 450 milioni di seguaci.

Il periodo storico che ha caratterizzato questa prima religione veramente universale si presenta ricco di fermenti culturali mondiali. Fra il VII e il VI sec. a.C. sono accaduti vari terremoti spirituali nelle  civiltà superiori, dal Mediterraneo alla Cina.

Prendendo come punto di riferimento l'Illuminazione di Siddartha Gotama (circa 537 a.C.), vediamo che in Grecia tramontano le antiche monarchie d'origine sacrale e si sviluppano le filosofie di Eraclito da Efeso, Pitagora da Samo e quella degli Eleati. In Cina, ove insegnano Lao Tsu e Confucio, si estingue il periodo di "Primavere e Autunni". In Persia domina la religione di Zarathustra.  Nel Vicino Oriente declinano le civiltà teocratiche come quella egizia e assiro-babilonese.

 

Dunque gli uomini abbandonano progressivamente il primato delle intelligenze intuitive ed ispirative e tendono a sviluppare intelligenze logiche e discorsive. Lo schiavismo ha ora bisogno di basi più solide per essere giustificato o quanto meno tollerato.
Questa nuova intelligenza delle cose cerca la verità nell'interiorità dell'essere umano ed in un mondo visto con occhi più disincantati, con una mente meno disponibile a credere in spiegazioni mistiche o in tradizioni arcane.

Si deve quindi dire che il Buddismo conseguì un immediato successo perché nell'India del VI a.C. la religione brahmanica non solo esprimeva interessi meramente di casta, ma anche perché i sacerdoti, da mediatori tra uomini e divinità, avevano esaltato l'atto di mediazione, il rito, come atto assoluto, facendo dipendere la salvezza da un ritualismo alquanto formale e complicato. 

 


 

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